Il sessuologo risponde! (Seconda parte)

Dottor Daniele Bonanno AISPS Roma

Perchè sempre più spesso ci sono tradimenti nei matrimoni? Dipende davvero tutto dal sesso? Secondo lei che differenza c’è fra il tradimento femminile e quello maschile? Tradiscono tutti per gli stessi motivi?

Le nuove tecnologie, chat, social, siti di incontri hanno certamente moltiplicato l’infedeltà che si consuma online e che spesso continua anche offline. Sembra che ormai internet veicoli circa il 50% dei tradimenti. L’interazione a distanza aumenta anche la maggiore probabilità di lasciare tracce ed essere scoperti, tanto che gli avvocati divorzisti arrivano ormai in tribunale armati di screenshot, immagini e chat documentate.  C’è anche una minore tendenza sia maschile sia femminile a rassegnarsi a una vita sessuale non soddisfacente. Se di per sè questo sarebbe un dato positivo credo però che si potrebbero più spesso affrontare con impegno i problemi nell’intimità di coppia, magari con una terapia, piuttosto che guardare altrove. L’insoddisfazione sessuale è infatti un motivo molto frequente di tradimento e l’avventurarsi fuori dalla coppia è spesso il risultato di mesi o anni in cui, nonostante le sollecitazioni, il partner non si è preso sufficientemente cura della situazione. Contrariamente ai luoghi comuni questo accade sia per le donne sia per gli uomini in modo abbastanza simile. Il tradimento può in molti altri casi essere sintomo di aspetti relazionali che non stanno funzionando e che non hanno direttamente a che fare con il sesso. A volte si tratta di tematiche che necessiterebbero un cambiamento ma sulle quali si comunica poco. È proprio il “non detto” che in questi casi sembra emergere attraverso l’infedeltà, come a dover mettere in crisi la relazione con uno scossone per poi poter affrontare i veri problemi. Non è un caso che in simili situazioni il tradimento venga spesso confessato o comunque “lasciato scoprire” per via di una certa incuria nel nasconderne i segnali. Esistono ovviamente anche tradimenti del tutto ludici guidati dal bisogno di novità e da un certo narcisismo nel raccogliere conquiste e conferme. A volte la realtà è che la coppia “monogoma” non rappresenta la scelta più armonica e coerente per la persona che si dimostra abituale al tradimento. Vedrei allora consigliabile un percorso da single, la ricerca di una coppia aperta o del poliamore piuttosto che obbligarsi alla clandestinità e soprattutto esporre l’altro a ferite e traumi affettivi. C’è infine la circostanza in cui l’infedeltà nasce da un effettivo innamoramento verso una nuova persona. È sempre complesso distinguere tra un amore che sta nascendo e una storia che sta finendo. D’altronde contrariamente a auanto vorrebbe una certa convinzione romantica è in realtà possibile amare due persone contemporaneamente. Qui la complessità si moltiplica. Insomma i motivi da cui può nascere un tradimento sono tanti e anche molto diversi. Per quanto riguarda le differenze di genere il tradimento maschile e femminile li trovo differenti solo in apparenza, le motivazioni più profonde sono invece abbastanza sovrapponibili. Per influenze soprattutto culturali è vero che un numero maggiore di donne tende a portare la componente emotiva e sentimentale nell’infedeltà non concependo un sesso fine a se stesso. Questo è però sempre meno vero per le nuove generazioni, molte ragazze hanno oggi le idee molto chiare nel cercare nel sesso semplice svago e soddisfazione fisica distinguendolo da un coinvolgimento relazionale. Allo stesso tempo molti uomini cercano la scappatella per un sesso disimpegnato e finiscono per aspettare con il batticuore il messaggio di “buongiorno” dell’amante. Le differenze sono nella realtà molto sfumate e forse quello che cambia di più tra maschile e femminile è il modo di raccontare e rappresentarsi il tradimento. Inoltre la donna è un po’ meno portata a parlarne avendo l’infedeltà femminile un peso culturale diverso. Facciamo infatti ancora i conti con quella doppia morale secondo cui il tradimento maschile è più tollerato e meno condannato rispetto a quello femminile. 

Spesso ci sono donne che mi scrivono di non sentire più il bisogno di fare l’amore con il proprio marito, perchè i figli e l’essere madre in generale le soddisfa a pieno. Che cosa può fare un partner in questo caso?

Nel primo periodo di vita del bambino è importante che il partner tuteli e sostenga la simbiosi materna facendo molto lavoro dietro le quinte. Progressivamente però spetta a lui affermare la propria presenza emotiva e sessuale aiutando così anche la diade madre-bambino ad allentare evolutivamente il rapporto di interdipendenza. Se in questo dimostra eccessiva cautela, se si assenta o si fa all’angolo sentendosi escluso allora possono subentrare dei disequilibri. Il partner non dovrebbe aspettare che gli venga restituito spazio ma iniziare a riprenderlo attivamente al momento giusto, i tempi in cui questo avviene sono molto importanti. È chiaramente fondamentale il ruolo femminile nel ricordare di essere compagna e donna sessuata oltre che mamma. A volte la chiusura sessuale femminile può far sentire del tutto marginale e impotente l’uomo. C’è poi da dire che oggi i padri sono più presenti nell’accudimento del figlio e può succedere che le coccole e le attenzioni di entrambi i genitori siano centrate sul bambino senza lasciare spazio a piccoli momenti di contatto e di comunicazione corporea che tengano vivo un livello di comunicazione erotica e sensuale. Può essere una buona idea riprendere proprio dai piccoli gesti: un bacio passionale, una carezza sensuale, un abbraccio che si protrae quel momento in più. Ripristinare con cura questo livello comunicativo crea le basi perchè il desiderio torni spontaneamente esprimersi. È invece fondamentale evitare pressioni e colpevolizzazioni che oltre a inibire ulteriormente l’eros rischiano di perturbare anche l’armonia relazionale. Se il cambiamento tarda ad arrivare è importante non trascurare la situazione e valutare una consulenza sessuologica di coppia 


Al contrario ho Donne che dicono di avvertire il partner molto distante in gravidanza come se la Donna in questione fosse diventata improvvisamente una santa, intoccabile! perchè porta in grembo una vita. Qual’è il suo consiglio?

È in effetti un vissuto frequente, può esservi la difficoltà a erotizzare il corpo femminile durante la gravidanza ma anche timori e ansie nella preoccupazione che il rapporto sessuale possa danneggiare il feto.  A parte vedersi costretta a un’astinenza forzata la donna può soffrirne per vissuti di rifiuto in un momento in cui può già esservi qualche insicurezza sulla propria fisicità. Quando si tratta di timori associati a disinformazione è consigliabile una consulenza ostetrica o ginecologica della coppia per avere le corrette spiegazioni. Quando avviene quella sorta di “santificazione” che rende la donna asessuata agli occhi del partner la situazione è più complessa. Si tratta in genere di proiezioni profonde e dinamiche inconsce che richiederebbero di essere approfondite e affrontate. A volte può essere un buon compromesso cercare forme di intimità non associate alla penetrazione, oggetto spesso delle principali ansie e censure. È importante coltivare l’eros nei mesi della gravidanza sia perchè è salutare per madre e bambino (oltre che per il papà!), sia perchè rende più semplice la ripresa e il mantemantenimento dell’intimità di coppia dopo il parto.


Quanto è importante dedicare del tempo solo ed esclusivamente alla coppia per avere una buona vita sessuale?

Come premessa sottolineerei come sia importante che l’intimità di coppia trovi il suo posto nell’equilibrio “ordinario” della vita famigliare. Se tende a concentrarsi solo nelle “occasioni speciali” in cui la coppia ha un suo spazio esclusivo può significare che si sta faticando nell’aggiornare i percorsi dell’iniziativa e dell’esperienza sessuale per conciliarla con la nuova realtà di tutti i giorni. Precisato questo direi che un tempo di qualità da dedicare esclusivamente alla coppia è senza dubbio una risorsa preziosa. È un modo per dare spazio a quel livello della relazione distinto dalla genitorialità che privilegia la componente romatica e sessuata del legame. La vita sessuale non può che giovarne.

Ultima domanda, scommetto che glielo chiedono tutti i suoi pazienti, quante volte è giusto fare l’amore alla settimana?

È vero, una domanda molto frequente. La mia prima risposta è che va fatto quante volte lo si desidera. Il parametro più importante non è quantitativo ma qualitativo e dovrebbe far riferimento al benessere e alla soddisfazione di entrambi. Ci sono in questo senso molte differenze da persona a persona e da coppia a coppia. Spesso come motivo del consulto viene presentata la carente frequenza di rapporti sessuali. Quando chiedo di specificare ulteriormente come stanno andando le cose mi aspetto scenari estremamente diversi tra loro. C’è chi parlerà di mesi o anni trascorsi dall’ultima volta ma anche chi, abituato a più rapporti quotidiani, lamenta preoccupato che nell’ultimo periodo è più raro andare oltre il primo. È il senso di soddisfazione percepita che può dirci qual è la giusta frequenza della coppia. Le statistiche sono quindi poco indicative dell’effettiva variabilità soggettiva. Come curiosità e per avere dei dati orientativi possiamo comunque citare qualche numero. La frequenza media in Italia è di circa 2 – 3 rapporti a settimana. Uno studio canadese suggerisce che 5 rapporti al mese bastano a raggiungere il massimo livello di benessere. Una maggiore frequenza non sembra incidere ulteriormente sui benefici mentre al diluirsi dell’intimità qualcosa viene meno. Il mio consiglio alle coppie con bambini è quello di aspirare a una piena soddisfazione sessuale. Non ci si deve scoraggiare di fronte a quel luogo comune secondo cui nella vita famigliare la sessualità finisce necessariamente per avere una parabola discendente, questo vale soltanto quando l’intimità non viene adeguatamente aggiornata e coltivata. Al contrario una sessualità che si evolve può offrire un’intensità nuova e inaspettata.

Ringrazio inifinitamente il Dottor Bonanno per aver dedicato tempo e impegno al nostro blog rispondendo alle vostre domande più frequenti.

Vi ricordo il suo sito dove potete trovare ulteriori informazioni e consulti http://www.aisps.net

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