Non sapevo di essere incinta!



“Amica sono incinta “ urlo al telefono con la mia migliore amica all’uscita dalla visita ginecologica, „ incinta di 5 mesi!“ aggiungo, e scoppio in lacrime.

Era un pianto un po‘ isterico, me ne accorsi subito. Stavo palesemente buttando fuori tutto lo shock nel scoprire la gravidanza a 5 mesi. In quell’istante fui investita da un mix di sensazioni e mi lasciai trasportare. Provavo gioia ma anche rabbia e delusione; ero così arrabbiata con me stessa per non averlo capito prima. Finalmente riuscivo a classificarle tutte quelle sensazioni. Quella mattina le affrontai e nei giorni seguenti sconfissi le emozioni negative e mi immersi in quelle positive… solo i sensi di colpa no, quelli rimasero per molto tempo ancora.

Una gravidanza criptica, ovvero scoperta ed elaborata dopo la 20esima settimana?! roba da programma tv americano, pensavo. Sapevo che poteva accadere a donne con problemi di obesità e magari qualche rarissimo caso di donne senza sintomi, ma non oggigiorno e non di certo poteva accadere a me. Una donna su 500, ma non io.
Io ascolto ogni piccolo segnale del mio corpo (sempre con un filo di ansia ipocondriaca🙈), mi accorgo di ogni cambiamento, so esattamente come digerisco ogni pietanza, controllo ogni neo, mi conosco bene io… credevo io …


 Feci il test di gravidanza al pronto soccorso una fredda mattina di inizio novembre. Ci andai perché da qualche giorno non riuscivo a dormire sulla pancia, sentivo un continuo peso al basso ventre. Durante la mia prima gravidanza ho scoperto di avere un mioma all’utero, una di quelle cose che hanno il 60% delle donne ma che non sanno di avere. Nulla di grave per fortuna, un mioma benigno che avrei dovuto far vedere solo se fosse aumentato di volume… e io, da settimane, sentivo un chiaro rigonfiamento alla pancia.

Così con la paura di qualcosa di brutto scoprì che si trattava di qualcosa di bellissimo. Dieci minuti e mi dissero che potevo tornare a casa, “niente signora, quello che sente alla pancia é un bambino, lei è solo incinta”.
Mi fu improvvisamente tutto chiaro. Poco dopo sentii i primi calcetti del bebè. O forse li riconobbi solo in quel momento.


Io e mio marito esplodevamo di gioia. Eravamo diventati genitori di una bimba meravigliosa un anno prima, con tanta fatica, dopo anni di tentativi, controlli e monitoraggi del ciclo, ginecologi, stick ovulazione, temperatura basale… Solo quando non ci speravamo più è arrivata lei. Calcolavamo altri 2-3 anni per il secondo, invece si era già avviato tutto senza che ce ne preoccupassimo. “Che bello!” ci ripetevamo continuamente in quei giorni, con il sorriso stampato sulle labbra. 

Quando andai dal ginecologo, l’ecografia mostrò da subito un feto grande. Molto più grande rispetto alle classiche misure del primo trimestre. Il ginecologo continuò l’ecografia con l’ apparecchio esterno e mi disse che ero a 20 settimane circa, che non si può affermare con esattezza la data del concepimento perché la precisione si ha solo nelle prime 12 settimane, ma che sembrava tutto ok e che sarebbe nata in primavera 2020, circa. 

Mi passarono davanti gli ultimi mesi estivi fatti di cocktails, frutta sciacquata velocemente, selle di capriolo al sangue, affettato. Mi venne in mente una radiografie dal dentista, un’anestesia al dente e un influenza dove mi ero imbottita di medicamenti contro tosse, mal di gola ecc. “Oddio sarà sana?!” mi attraversò un brivido di paura e pregai dentro me. Pregai di non aver fatto del male a quella bambina. 

Così in poche settimane mi esplose la pancia, sembravo incinta di 6 mesi, cioè ero incinta di 6 mesi ma mi sentivo di 2 settimane. Spiegai alle amiche che avevo confuso delle perdite con le mestruazioni, che avendo allattato per più di un’ anno forse il mio corpo era diverso e non avevo riconosciuto dei segnali. Col senno di poi, mi venne in mente che quell’estate avevo necessità di andare in bagno molto spesso ma che lo riconducevo ai litri di acqua che bevevo per il caldo. Non avevo avuto nessun altro sintomo… niente nausee, niente stanchezza, niente seno ingrossato, niente di niente. Nemmeno un sintomo di quelli che conoscevo dalla prima gravidanza. Solo le labbra più carnose, ma non ci diedi peso. 

Mentre comunicavo al mondo che ero incinta, ancora sconvolta ed incredula… provai la gioia della condivisione; capii una volta in più quanto è importante per una donna in dolce attesa, e io me l’ero persa per tutti questi mesi. Certo, non ho provato nemmeno le paure tipiche del primo trimestre ma quella consapevolezza del proprio corpo e di quanto accadeva dentro me, mi è mancata molto. 

Provai per mesi una sorta di frustrazione e senso di colpa. Feci molta introspezione ed accettai quel fraintendimento di sintomi. Ero mamma da poco e le mie attenzioni erano rivolte ad un esserino che illumina le giornate (e anche qualche notte, hihi). Più stanca e meno attenta a me stessa. Non so se sia stato quello il motivo, ma a me piace pensare di essere stata distratta dall’amore e inconsapevolmente, di aver creato un luogo ideale dentro me per una nuova vita. Senza sensi di colpa, con il tempo mi sono capita, ma sopratutto mi sono perdonata. Oggi guardo Gaia Charlotte ed esplodo di emozioni positive, quelle che a volte, per paura, non mi ero goduta con il pancione. 

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