Vacanze con bambini in California: Los Angeles vs. San Diego!

Finalmente torno a scrivere dopo una lunga puh, nemmeno ricordo quanto lunga, pausa dal Blog!

Oggi voglio raccontarvi/consigliarvi sul viaggio in California con bambini piccoli. La primissima cosa che mi hanno detto amici e parenti quando ho detto loro: 14 ore di volo con scalo (per viaggiare mediamente economico) “ma tu sei fuori di testa!” un po’ sì, come già sapete, ma non in questo caso e non riguardo a questo viaggio. La meta, LA CALIFORNIA, è un viaggio adatto ai bambini piccoli e vi spiego perché.

Vista su San Diego al tramonto

Noi abbiamo scelto di non fare un mese on the road visitando tutto quello che si visita comunemente in California proprio per non stressare i bimbi con troppe cose. Informandoci sulle migliori città della California per bimbi ci hanno indicato due città. Los Angeles e San Diego. Noi abbiamo deciso di visitare entrambe e di fermarci in quella che ci sarebbe piaciuta di più.

La sera prima della nostra pertenza per Los Angeles siamo andati a Zurigo a dormire da mia sorella, anche se l’aereoporto di Milano è più vicino a noi abbiamo deciso comunque di fare questo piccolo sforzo in più. Vi garantisco che è stato ripagato alla grande. Gli aereoporti in Svizzera sono molto più semplici e meglio organizzati di quelli in Italia, non c’ê paragone!

l’indomani prendiamo figli e bagagli a ci rechiamo con la nostra macchina in un parcheggio appena fuori dall’aereoporto di Zurigo dove avevamo già precedentemente prenotato. Tutto fila liscio, il signore puntualissimo alle sei di mattina ci fa parcheggiare dove desideriamo e ci lascia tenere le chiavi della macchina( cosa che in Italia non c’era mai stata concessa). Prende il suo pulmino e ci porta direttamente al nostro gate di British airways e così, senza dover fare check in(perché lo avevamo fatto on-line) e senza dover fare la fila (perché avevamo dei bambini piccoli). Ci hanno fatto passare avanti a tutti e ci hanno fatto salire a bordo aiutandoci addirittura con i nostri bagagli a mano.

Los Angeles al tramonto

I due bimbi più grandi appena hanno visto che non c’era la tv (che gli avevo promesso) hanno cominciato a lamentarsi. Al che ho ricordato loro che “con questo aereo piccolo viaggiamo soltanto un’ora e mezza, poi lo cambiamo, e saliamo in un’aereo molto più grande”. Si sono divertiti comunque guardando dal finestrino e giocando tra loro mentre il piccolino, dato il viaggetto fino a Zurigo del giorno prima e il fatto che la notte non aveva dormito serenamente nel suo lettino si è addormentato (consiglio: Guardate di arrivare in aereoporto con i bimbi un po’ stanchi…così si addormentano).

Quando siamo arrivati a Londra c’era veramente il caos. Tanta, tantissima gente. Ma devo dire che American Airlines era una compagnia bene organizzata e non abbiamo dovuto fare tante file. L’unica cosa evitabile secondo me, sarebbero tutte quelle domande che ti fanno prima di imbarcare tipo: sei un terrorista? cosa ci vai a fare in america? vai in america per lavorare clandestinamente? Voglio dire, già sei stanca, poi, detto fra noi, non è che se sono una terrorista glielo dico…boh. Comunque…imbarchiamo e questa volta passiamo 12 ore in volo. La TV c’era! Per la gioia dei miei figli che si sono guardati sei ore di film e le altre sei hanno dormito…il piccolino, ha dormito dodici ore.

Finalmente intravedo Los Angeles! Devo dire che ero emozionata perché ne avevo tanto sentito parlare ma non l’avevo mai vista. Tutti quei telefilm americani ambientati lì che guardavo da Teeneger, al passo con le Kardashians…mi faceva un certo effetto alla pancia vedere questa città! Quando siamo scesi dall’aereo ero terrorizzata dalle file all’aereoporto…perché come sapete io ho l’ansia della folla, invece, non abbiamo fatto nessuna fila. Siamo arrivati davanti a dei computer dove abbiamo dovuto lasciare la nostra impronta e la nostra foto, tutto velocissimo. Personale EFFICENTISSIMO! c’è sempre qualcuno che ti indica dove devi andare e cosa devi fare, e se non lo capisci la prima volta in inglese te lo rispiegano in spagnolo (Angelo annuiva e sorrideva, non capisce ne spagnolo ne ingliese 🙂 ).

Vista su Mission Bay

Poi siamo arrivati all’uscita. E all’uscita c’ê la fila per gli americani e un’altra fila per gli stranieri (noi). Esattamente come in Svizzera si aspetta il proprio turno e vengono fatte due tre domande nulla di che (in Portogallo questa cosa non esiste tu arrivi e esci, punto.) Noi ancora una volta non abbiamo dovuto fare la fila perché ci hanno fatto passare avanti perché avevamo bambini piccoli. Il signore ci ha chiesto dove saremmo andati a stare quel mese, noi gli abbiamo dato gli indirizzi e stop sarebbe finita lì ma poi chiede a Angelo che lavoro fa. Lui gli risponde che è un artista, che scolpisce la pietra. Il poliziotto dell’immigrazione gli ha chiesto se era una persona famosa…lui ha risposto no hahah poi ha detto che lui ama l’arte, e sono rimasti a parlare per venti minuti di arte ( Angelo parlava metà italiano e metà inglese) mentre la fila aspettava e mi guardavano tutti male, e io non ce la facevo più dal caldo, l’avrei ammazzato! Finalmente vedo che il poliziotto sorride ai bambini, e dice: Bienvenidos a los estados unidos! FINALMENTE!

Scultura di Angelo sulla spiaggia di La Jolla “Foto di un cliente Californiano”

Usciamo dall’aereoporto e io avevo letteralmente il braccio in cancrena da tenere mio figlio in braccio, ma ero obbligata perché “no buggy-no party” e voi direte “ma perché non lo hai portato il buggy?” perché avrei dovuto imbarcarlo e avrei dovuto aspettarlo e avrei dovuto fare più fila e io odio la fila, come ho già detto. Quindi dovevo tenermi il mio mal di braccio e stare zitta. Fuori l’ereroporto dovevamo chiamare Uber, ma prima ovviamente i bambini avevano, fame, sete, sonno e la cacca. Quindi cerca da mangiare e da bere, cerca un bagno…ma il bagno non si trovava, cioè quando esci dall’aereoporto a Los Angeles, bagni…non ce ne sono più hahaha. Ti conviene farla prima. Comunque quello che non manca mai invece è il cibo. “Due frozen Jogurt…small size please!” mi hanno consegnato cinque chili di jogurt a bambino. Nemmeno riuscivano a tenerli e io non riuscivo ad aiutarli perché avevo Elijah in braccio e venti bagagli nell’altro, quindi quello di Joel dopo due cucchiaiate e finito spiaccicato sul pavimento dell’ereoporto e quello di Noah è finito pochi minuti dopo sul sedile del taxista.

Ma sì dai! mantieni la calma mamma! sei in vacanza! Arriviamo finalmente alla nostra casetta. Allora, piccola, breve storiella della casetta. Io mi sono guardata le zone migliori in cui abitare a Los Angeles. Avevo detto alla mia dolce metà: senti, lo so che tu vuoi sempre risparmiare il più possibile. Ma devi renderti conto che ci sono zone poco raccomandabili sai, il mondo….non è tutto come la Svizzera. Non pretendevo di andare a Beverly Hills ma almeno a Manhattan beach o Hollywood. Ma assolutamente non Inglewood! No…lui mi prenota appena confinante con Ingelwood a Westchester! Inglewood per chi non conoscesse LA è un quartiere di afroamericani dove è sconsigliato recarsi.

La nostra casetta a Westchester

Io ero in ansia, lui tranquillissimo! La casetta era tipica, carina, bianca in legno, con le fondamenta rialzate. Sulla porta c’era un aggeggio i ferro e dovevi mettere il pin per entrare. Avevamo ricevuto il pin via sms. Vedi? mi dice..c’è il pin…non entra nessuno. Io ho scosso la testa perché ragazze mie se voi aveste visto quella porta…avreste riso per mezz’ora. Sottile circa due centimetri fatta di una specie di legno/cartongesso che se mio figlio di due anni gli dava una testata la sfondava. Però aveva l’aggeggio col pin hahahahah. Io morta.

Dentro la casa era veramente molto carina e ben curata, era pulita e enuta bene. L’indomani presto (visto che col fuso non riuscivo a dormire) mi sono fatta un giro nel quartiere/ghetto. Era proprio un quartiere carino. Le casettine erano tipiche, si vedeva che la gente lì non vedeva molti turisti. Diciamo che non era un quartiere ricchissimo, ma era un quartiere carino dove si sentiva la vera atmosfera americana. C’era una nonna afroamericana che stava facendo le treccine alla nipote sulla veranda, un signore con i capelli lunghi e le collanine col segno della pace che portava a spasso il cane a piedi nudi, due ragazzi con la bandana in testa e tatuaggi stavano cambiando l’olio ad un pic up. Cose che si vedono nei film, di normali famiglie che vivono normalmente, fuori dal lusso sfrenato di Bevely Hills. Tutti mi guardavano, erano gentili, e tutti chiedevano di dove fossi. Anche perché ero l’unica bianca. Abbiamo deciso di andare al supermercato a Inglewood. Ma abbiamo cambiato subito idea, westchester come vi dicevo è carinissima e tranquilla. Inglewood invece, anche se dista pochi Blocks da Westchester, non è ne carina ne sicura per un bianco. Purtroppo lì ti fanno sentire tanto questa differenza, non come da noi. Mi ricodo che parlando con una vicina di casa, lei mi disse: Life is good here in the US but only when you’re high or mittle class white people. Questa distinzione di colore da noi in Svizzera è inesistente.

La camera

Conoscere le attrazioni, le spiagge e la natura è molto bello. Ma nulla supera conoscere le persone secondo me. E sono contenta in fin dei conti che non abbiamo optato per un posto turistico. Quì vi lacio il link della casetta in affitto con i prezzi e le info: https://www.booking.com/hotel/us/los-angeles-lax-apartments.it.html?aid=311091;label=los-angeles-lax-apartments-V7v3AUz3ZKSDAlbfyKNF9wS196417240304%3Apl%3Ata%3Ap1%3Ap2%3Aac%3Aap1t1%3Aneg%3Afi%3Atiaud-285284109966%3Akwd-302112063524%3Alp1030626%3Ali%3Adec%3Adm;sid=a73501f91cb8f40679b13b9a469b6741;dest_id=20014181;dest_type=city;dist=0;hapos=1;hpos=1;room1=A%2CA;sb_price_type=total;sr_order=popularity;srepoch=1559850421;srpvid=c9ce8b1adcbf01e7;type=total;ucfs=1&#hotelTmpl

Abbiamo deciso di visitare la vicina Santa Monica col suo famosissimo molo e la ruota panoramica. Per me Santa Monica è Milo Ventimiglia in “una mamma per amica” che arriva su questa spiaggia bianca, tutta hippie e colorata. Lui che chiede l’indirizzo del padre e che poi lo va a cercare, vi ricordate?

Santa Monica Pier

Ok. Per me Santa Monica è stata una delusione totale. È una spiaggia, è grande…ci sono le torrette azzurre dei Bodyguard ma non è assolutamente nulla di speciale. Carino il parco giochi per i bambini, le altalene e i negozietti stile anni 50 sul molo ma non c’ê nulla di meraviglioso. Non avendo la macchina i primi giorni Angelo ha avuto la splendida idea di andare al Bloomingdale a piedi che avevamo visto andando al molo con Uber. Io ovviamente gli faccio notare che non conosciamo la città, che non è assolutamente consigliato andare a piedi, ma lui, abituato alla tranquillità di paese torna a dirmi “cosa vuoi che succeda”. Ci incamminiamo ed arriviamo inermi al bloomindale’s, Facciamo un po’di shopping e ci mangiamo un sushi all’ultimo piano. Al terzo piano c’era un negozio Disney ENORME e i bambini hanno girato per tre ore a guardare tutto. La cosa bella degli americani, è che sono sempre cordiali. Ti aiutano sempre e fanno il loro lavoro col sorriso.

Poi cercavamo uno Starbucks per poter avere il collegamento internet per ordinare Uber, perchè non tutte le reti wifi funzionavano col mio cellulare Swisscom, ancora non abbiamo capito perchè. La mia idea era andare in uno dei negozi di Bloomingdale’s dove abbiamo acquistato e farci ordinare un Uber. L’idea di Angelo era di fare un giro per la città di Santa Monica e cercare Starbucks. Ovviamente quando il mio fidanzato si mette un’idea in testa…si mette un’idea in testa. Quindi cominciamo a camminare coi bimbi per la città, erano già le cinque di sera…i bimbi morti, io di più. Cammina, cammina, cammina…arriviamo in una strada che (non scherzo ragazze ve lo giuro) sembravano tutti degli zombi. Presente quei senzatetto coi carrelli della spesa?(che non ho mai capito cosa li spingono da una parte all’alltra a fare)c’erano quelli, c’erano persone strane che se le guardavi in faccia vedevi che avevano dei problemi. E lì, in mezzo a quello che sembrava una strada di matti scappati dal reparto psichiatria vediamo Starbucks. Io dico a Angelo: Dobbiamo uscire di qui! subito! usciamo da questo quartiere e torniamo indietro!: (Dublin e Lisbona non sono Los Angeles, ma comunque certe cose le ho imparate vivendo lì) Ma lui: No, entriamo chiamiamo il taxi e andiamo via. Entriamo in questo Starbucks, un odore di piscio allucinante (non ho mai odiato Angelo come in quel momento). Ordiniamo il taxi e mentre stavamo andando via da quel postaccio un senzatetto si avvicina a Angelo e gli chiede dei soldi. Lui dice di no…quello si incavola e lo vuole picchiare…io ero scioccata!! per fortuna la cameriera del bar lo ha mandato via e ci ha chiesto se volevamo che chiamasse la polizia. Abbiamo detto no, e siamo letteralmente scappati via. Il mio fidanzato, da quel momento in poi, per tutta la durata delle vacanze ha lasciato a me il comando hahaha.

Felici di essere scampati al peggio, prendo io in mano le redini del viaggio e prenoto in un bellissimo Hotel per bimbi al Hotel circle di San Diego che si chiama Kings Inn. Prezzi ed info le trovate qui https://it.tripadvisor.ch/Hotel_Review-g60750-d80223-Reviews-Kings_Inn_San_Diego-San_Diego_California.html

Il negozio di Ray a Mission Bay

non posso elencarvi un solo difetto di questo Hotel. È semplicemente perfetto per le famiglie! Mi ero letta tutte le recensioni e devo dire che le mie aspettative erano alte. L’Hotel è un tipico Hotel fatto stile anni sessanta con i colori e le musiche di quegli anni. Ha una piscina grande per i bimbi e una jacuzzi. Tanto spazio per giocare! Le camere sono molto belle e pulite e l’Hotel ha due ristoranti entrambi eccellenti, uno dei due, Il Waffle Spot ha vinto diversi premi come moglior ristorante per le Breakfast a san Diego e l’altro è un ristorante messicano l’Amigo spot. A meno di due minuti a piedi c’è una pizzeria (ma per chi ama la pizza italiana em…anche no) e un negozio di quelli che vedete nei film dove trovate un po’ di tutto a qualsiasi ora, c’è pure la caffetteria 24h su 24 all’interno (anche se il caffè fa schifo), pannolini, anti dolorifici, frutta, vedura, formaggi, pane, vestiti, biscotti, mille sorti di patatine…di tutto. Il posto era eccellente anche per raggiungere le cose da vedere a San diego e anche per fare la spesa ( Target, centro commerciale, boutique e ristoranti a dieci minuti di macchina). Siamo andati spesso a noleggiare biciclette a Mission Bay Park da Ray. Un ragazzo molto simpatico, un po’ Hippie ma molto disponibile e cortese informazioni e prezzi qui: https://www.tripadvisor.co.nz/ShowUserReviews-g60750-d4455828-r441453401-Ray_s_Rentals-San_Diego_California.html

Piscina del King’s Inn Hotel

Mission Bay Park è bellissima! Una zona molto rilassante di San diego con dei negozietti carinissimi, Starbucks e molti bar. Uno in particolare ve lo voglio consigliare si chiama NOW cafè e, anche se noi non siamo vegani vi posso garantire che è tutto assolutamente squisito, infatti andateci presto, altrimenti viene preso letteralmente d’assalto dopo le 10 di mattina. Vi voglio dare un’altro consiglio culinario l’ultimo, promesso! Una pizzeria che fa pizze giganti fra Mission beach e Mission Bay Park, proprio di fronte alla ruota panoramica gestita da due messicani simpaticissimi(eh sì io parlo e faccio amicizia con tutti ormai che volete farci). Si chiama Brick Oven New York pizza.

Now cafè! Troppo buono il gelato vegano e Kate, la proprietaria, è gentilissima£
Pizza del Brick Oven NY a Mission Beach

A mission Bay park, oltre ai tour in bicicletta per i bambini ci sono diversi parchi gioco, tante spiagge bianche stupende dove il mare è calmissimo ed ideale per fare il bagno e giocare. Si respira un’aria rilassata anche a mission Beach. Bellissima questa spiaggia infinita. è molto piacevole anche passeggiare nelle viuzze di mission Beach fra casette colorate con le verande in legno. È una zona tranquillissima, potete andare a piedi ovunque. Ma In tutto san Diego, non ho mai visto scene di degrado come a Los Angeles. San Diego è una grandissima città ma è molto pulita e graziosa. Un’altra tappa consigliatissima coi bimbi è il Balboa Park. Un’oasi di pace in stile ispanico, costruzioni di terra battuta che ti sembra di essere già in Messico. E colori! colori dappertutto! musei, parchi, giardini giapponesi. Un parco veramente spettacolare. Col trenino si può vedere tutto il parco da seduti oppure si può fare benissimo a piedi. All’interno del Balboa Park c’è uno degli Zoo più grandi del mondo il Balboa Park un’attrazione unica per i bambini, ma anche per noi adulti (attenti ai prezzi di cibo, bevande e vestiti all’interno del parco che sono esorbitanti, io mi sono accorta solo a fine shopping).

Balboa Park San Diego

Un’altra cosa molto emozionante da fare con i bimbi è vedere i leoni marini da vicino sulla spiaggia di La Jolla e poterli fotografare e fare il bagno a due passi da loro. E da non perdere assolutamente il parco acquatico di Sea World! I miei bimbi lo hanno amato!

Alla domanda: Che dite? passiamo tre settimane qui o a Los Angeles…in unisono mi hanno risposto Quiiiiiiii!!!

Ricapitolando:

Los Angeles: carina la scritta Hollywood (ma anche a Poschiavo c’è la stessa scritta vi assicuro che l’effetto è praticamente lo stesso). Carina Venice e Santa Monica…( ma se siete abituate alle stupende spiaggie del sud europa non vi sembrerà nulla di straordinario) carino Beverly Hills (che se siete già stati a St.Moritz in via Serlas d’inverno è la stessa identica cosa: Ricconi, macchine di lusso, boutique…ricconi, macchine di lusso, boutique e ricconi, macchine di lusso e boutique). A pochi passi dal lusso sfrenato un degrado pazzesco..ti basta sbagliare strada per ritrovarti in posti squallidi di fronte a persone che non stanno bene mentalmente. La cosa che invece ho adorato di Los Angeles, devo proprio ammetterlo, è stato Westchester…la zona “sconosciuta” dove ho incontrato persone interessanti, extra odinarie, hippie, con delle belle storie e delle grandi personalità.

Mission Beach San Diego

San Diego: San Diego ci è proprio entrata nel cuore. Ha quella calma che le persone vanno cercando quando pensano allevacanze ma, al contempo trasmette vitalità e energia. Le sue spiagge Coronado, Mission e La Jolla per citarne alcune, sono incantevoli! Ammirare il tramonto su mission Bay Park è uno spettacolo senza precedenti, nessun tramonto in nessun posto..è come in California. Mi piace quella sensazione che a San Diego tu sei in America, ma ti sembra di essere già in Messico. Specialmente nella Old Town, con tutti quei colori, i negozietti tipici sudamericani, i ristorantini messicani e i sorrisi, gente che sorride ovunque…e a noi europei che abbiamo sempre fretta e siamo sempre incazzati sembrano voler dire : Hey take it easy.

Casetta tipica a Old Town San Diego

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