Sposarsi o non sposarsi? questo è il dilemma!

Sposarsi o non sposarsi? questo è il dilemma!

Possiamo dire quello che vogliamo ma il matrimonio, rimane nell’immagine collettiva femminile, il punto d’arrivo. Il coronamento di un sogno! L’aver raggiunto il punto più alto in vetta!

Il momento a cui ci prepariamo dai secoli dei secoli, amen.

Non sono mai riuscita a capire bene perchè per me non fosse così. Perchè tutto quel bianco, quei fiori, quei finti sorrisi, le lacrime di commozione le lunghe dediche d’amore all’altare fossero tanto lontani dalla mia idea di relazione d’amore. Eppure ho avuto un esempio di amore perfetto dai miei genitori. Sono stata cresciuta rigidamente protestante con il dovere non solo di andare in chiesa e dedicarmi alla famiglia ma di frequentare anche tutte le attività extra organizzate dalla chiesa.

Ma torniamo al matrimonio. Ricordo che dopo i sette anni di relazione con il mio ex fidanzato la gente cominciava a guardarci storto e tutti chiedevano: Ma perchè non vi sposate? state insieme da tanto tempo…

Una frase che io francamente non ho mai realmente capito. C’è una data di scadenza? se non ci si sposa entro quel preciso anno si fa la muffa? Non riuscivo a comprendere. Fatto sta che alcuni mesi dopo il settimo anno il nostro amore è scaduto.

Poi un giorno ho incontrato il mio ex marito e tutto è cambiato…sto scherzando, non è cambiato nulla. Non avevo nessuna intenzione di sposarmi. E qui comincia una cosa strana chiamata destino o fato o volere divino perchè un giorno mi sono accorta di aspettare un bambino.

Mi sono alzata dal letto una mattina e non so dirvi perchè volevo mangiare le uova con la maionese. Le abbiamo preparate e le ho mangiate tutte io sotto lo sguardo scioccato del mio allora ancora fidanzato.

: Ti senti bene? Mi chiese

: Sì perchè?

: Sei pallida…

Non ha fatto in tempo a finire la frase che ho iniziato a vomitare. Io non sono il tipo di donna che tiene un’agenda con le date del ciclo. Come tutto nella mia vita lo lascio arrivare quando vuole. Stavo rimettendo da ore. Alternavo momenti di fame a momenti di vomito. Al che il mio ex disse: Sei incinta!

Mi sono messa a ridere. Mi sono alzata e ho detto: Ho un’influenza intestinale!

: Sei sicura?

: Sicurissima!

Sei mesi e dieci chili dopo ero in una vecchia fiat panda di colore verde, ero vestita di beige e stavo andando ad un matrimonio: Il mio.

Destino volle che c’era la nevicata più abbondante nella storia delle nevicate. Destino volle che eravamo in un ritardo pazzesco ma dovevamo andare a comprare le catene per la macchina…destino volle che era domenica…e se destino non voleva già abbastanza da noi io avevo anche perso il mio anello (lunga storia).

Siamo comunque riusciti a partire per Davos. Durante la strada però mi è venuto un attacco di panico fortissimo e abbiamo dovuto fermarci. Ho cominciato a piangere. Dicevo che non volevo più sposarmi…che era andato tutto storto, che non era quello che volevo e soprattutto come lo volevo, che i miei capelli erano crespi dall’umidità e che ero grassa.

Lui mi ripeteva che sarebbe andato tutto bene e dopo un po’ mi sono decisa a calmarmi. Arrivati davanti al registro civile, abbiamo parcheggiato e siamo corsi a comprare un anello più simile possibile al suo. Lo abbiamo trovato piuttosto in fretta ma destino volle che fosse troppo grande!

Il commesso: Non importa signorina posso stringerlo. Quando è il matrimonio?

Noi: Fra due minuti!

Fu così che mi sposai con l’anello più grande di due misure. Il matrimonio in se è stato veloce ed indolore. Circa venti minuti dopo eravamo sposati. Io faccio per entrare in macchina ma il mio in quel momento marito mi dice: Ma dove vai?

: A casa.

Lui mi rincorre e mi dice: Perchè non andiamo a pranzo in quel ristorante che ti piace tanto in fondo…ci siamo appena sposati.

Ho ordinato gli gnocchi alla panna al mio ristorante preferito. Si chiamava “Parma” ed era gestito da una coppia di Italiani simpaticissimi.

I tristi dettagli dei tre anni in qui sono stata sposata ve li risparmio e passo direttamente alla fine.

Eravamo separati da alcuni mesi. Il mio figlio più piccolo era appena nato…Noah e Joel avevano un anno di differenza. Essere una madre single con due bebè non era semplicissimo al tutto si aggiungeva il fatto che il mio allora ancora marito non accettava il divorzio. Ho dovuto prendere un avvocato ma per pagare un avvocato dovevo lavorare ma per lavorare dovevo avere una babysitter e per avere una babysitter dovevo pagare anche lei…Così, non avendo mai fatto la patente, mi ritrovavo ad alzarmi alle cinque e mezza di mattina, preparare i bebè e portarli alla babysitter e prepararmi per prendere il treno alle sei e quaranta. Stavo via tutto il giorno e tornavo la sera tardi.

I bambini spesso dormivano già. Dura non era il fatto di svegliarmi presto, di non dormire di notte o di non ottenere il divorzio. Dura era convivere con i sensi di colpa di non essere una buona madre, con i pregiudizi di gente che parlava senza sapere.

La sera, quando tornavo a casa tentavo di recuperare il tempo perso sdraiandomi nel lettino con loro, svegliandomi ad ogni respiro insolito per correre in loro soccorso, cercando di dimostrargli che ero lì per loro.

Poi una sera il destino volle che il mio treno era bloccato dalla neve e mi ritrovai a chiedere un passaggio a un’amica di un’amica. Le previsioni non erano buone. Le strade piene di ghiaccio e neve. Così il destino ha voluto che dopo venti minuti di strada circa l’auto è scivolata, ha sbandato e il destino ha voluto che in quel momento arrivasse un camion, e noi siamo andate a sbatterci frontalmente.

Ricordo poco, solo tanto sangue che usciva dalla mia testa. Ricordo che ho detto al dottore in ambulanza: Assicurati che io non muoia. Ho due bambini piccoli!

Mi sono resa conto di molte cose grazie a quell’esperienza ma la più importante forse è che non importa quanto controlli la tua vita, quanto tieni ai tuoi affetti puoi perdere tutto in un secondo. E io non voglio andare via senza aver dato ai miei bambini tutta me stessa. Era diventata prima una missione e poi un’ossessione.

Insieme ai dolori post incidente all’orribile ferita in testa ho cominciato ad avere sempre e costantemente paura di separarmi dai miei figli. Paura di lasciarli e non rivederli, paura di non riuscire ad esserci se succedeva qualcosa a loro. Paura di morire io e lasciarli soli…paura di tutto. Ero molto insicura di tutto ma di una cosa ero assolutamente sicura: Non mi sarei mai più sposata.

Volevo rimanere da sola. Quando sono partita per Lisbona con i bimbi mi sono resa conto che nella mia vita non ero mai stata sola. Dall’età di sedici anni entravo ed uscivo da una relazione. Senza rendermene conto forse non avevo mai scelto qualcuno di proposito, ma, come con il ciclo tutto arrivava quando doveva nella mia vita ed io mi adeguavo un po’ a tutto.

Ho conosciuto il mio futuro marito proprio lì, nel periodo forse peggiore della mia vita. Anzi senza forse. La mia vita era un casino e lui ha saputo aspettare, ho deciso di andare via e vivere all’estero per due anni e lui ha saputo aspettare, quando sono ritornata ha saputo aspettare il momento giusto per chiedermi di uscire e anche se avevo declinato l’invito dieci volte ha avuto la pazienza di chiedermelo l’undicesima.

E il destino volle che io quell’undicesima volta accettassi. Credo che per la prima volta nella mia vita ho scelto qualcuno, ho scelto qualcosa. Ancora credo fermamente che il matrimonio non sia un passo fondamentale nella vita di una donna…ancora oggi credo che il matrimonio non sia un punto d’arrivo ma l’inizio di un percorso a volte anche amaro se vogliamo. Ma so che per quanto difficile possa essere ho finalmente scelto la persona giusta con cui condividere ogni cosa.

E il destino ha pure voluto che si chiamasse Angelo.

 

 

Ps: Ragazze La votazione su Instagram mi ha incentivato a coinvolgervi nei preparativi di nozze…sto preparando l’articolo per la settimana prossima!

Stay tuned!

Baci

Ale

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