Quando una mamma decide di divorziare!

Quando una mamma decide di divorziare!

Inutile dire che su questo tema ci sarebbe moltissimo da dire e non penso basterebbe un post per rispondere a tutte le vostre domande. In sintesi e con parole povere cercherò comunque di esporre qui la mia esperienza personale.

Mi sono sposata in dicembre, avevo ventitré anni, aspettavo mio figlio Noah ed ero al sesto mese di gravidanza. Posso senza dubbio dire che mi sono sposata per amore (io) e posso senza ombra di dubbio dire che mio figlio Noah è stato non voluto, di più. Mio figlio Noah è stata voluto, chiesto, pregato, implorato e cercato. Come molte ragazze che mi scrivono e mi espongono la loro esperienza io ero giovane. Essere giovani a volte ci penalizza un sacco, perché quando si è giovani si vede solo il lato positivo della vita, e ogni nuova esperienza viene vissuta con una grande leggerezza e spensieratezza. Non ci si sofferma mai a pensare troppo avanti. Il mio ex marito era un latino originario del portogallo ma cresciuto tra il Venezuela e l’Angola. Il mio ex marito aveva già due figli con un altra ragazza ed era già stato sposato. È inutile raccontarvi che le donne per lui facevano la fila, perché era un uomo che sapeva parlare molto bene ad una donna, come tutti i latini del resto. Io, un po’ per ingenuità un po’ per leggerezza pensai di poterlo cambiare, pensai che per me avrebbe sicuramente rinunciato alla sua vita e a tutto ciò che ne comportava. Per un po’ di tempo è stato così. Si è trasferito in Svizzera, gli ho cercato un impiego ed io avevo il mio.

L’idillio è durato veramente poco, e i primi screzi sono avvenuti dopo poche settimane dal suo arrivo. Nonostante avessi visto che lui non era la persona giusta per me, nonostante amici, parenti e familiari mi avessero avvertita, ho deciso di portare avanti la mia relazione con lui.

Purtroppo io volevo solamente lui. Ero convinta che sarebbe andato tutto bene. Voglio ricordare invece a tutte le ragazze e donne che mi chiedono pareri e consigli di ascoltare il proprio istinto fino infondo. Ricordatevi che l’istinto ha sempre a cuore i nostri interessi.

Dopo cinque anni di sofferenza e due bambini piccoli ho deciso finalmente di metterci un punto. E non perché ho incontrato un altra persona o chissà cos’altro. Semplicemente perché ero stanca di essere trattata male.

In cinque anni ne ho viste veramente di tutti i colori e molte ragazze mi scrivono e mi dicono “io sto con lui per i figli” ecco da me è stato proprio il contrario. Io l’ho lasciato per i figli. Perché non sopportavo più che vivessero con un padre così. Uno che maltrattava la loro mamma, che non tornava mai a casa, che non gli dava le attenzioni che meritavano.

È stata una decisione molto difficile e combattuta, anche per le dinamiche che si erano create tra di noi. Molti uomini infatti, non accettano che sia la donna a mettere un punto. Vogliono sempre essere loro a decidere che cosa ne sarà di noi e quando. Questa cosa l’ho accettata per un po’ ma poi non l’ho più potuta tollerare. Purtroppo anche noi facciamo parte di quelle tante coppie separate che non è riuscita a separarsi bene ed in pace. Lui, infatti, ha letteralmente dato di matto minacciandoci più e più volte, obbligandoci così ad andarcene lontano.

La situazione è stata molto difficile sia per me, che per mio figlio che all’epoca aveva tre anni ed era molto legato a suo padre. I bambini infatti, si legano molto di più a chi sta di meno con loro, quella mancanza li porta a cercare delle risposte. Inutile dirvi che ogni domanda ed ogni suo pianto era una pugnalata giù in fondo al mio cuore. Tante volte ho pensato di ritornare sui miei passi per risparmiare a mio figlio quella sofferenza (l’altro era ancora troppo piccolino per rendersi conto di quello che succedeva). Però sarei ritornata a fare una vita triste e soffocata quindi ho deciso di tenere duro. Se prima lui vedeva i bambini solo quando ne aveva voglia, dopo la separazione non li ha più voluti vedere. Questo è stata una ripicca basso stile a me, che lo avevo lasciato e non ne avevo, secondo la sua visione maschilista

della vita, il diritto.

Una parte dolorosa è stata prendere due bambini piccoli e portarli via dai loro affetti. Un’altra parte difficile è stata ricostruirsi un’ esistenza in un altro posto che non era casa mia. Quindi imparare un’altra lingua, conoscere altre persone, portare i bambini in una scuole dove non ne capivo il programma. Cercare un nuovo medico insomma, tutte cose che nel proprio paese sono cose di routine.

Quando sei sola e in un paese sconosciuto diventa tutto molto impegnativo. Un’altra parte che mi ha fatto molto male in quel periodo è stata che a un certo punto ci sono state amiche (che avevo da una vita) che non mi sono state accanto, che non mi hanno capita che invece di sostenermi mi hanno giudicata, mi hanno puntato il dito, come le persone “fuori” non hanno perso occasione per commentare la mia situazione credendo di sapere loro cosa fosse stato meglio per me o i miei bambini. Mi ha fatto soffrire essere stata giudicata una cattiva madre da persone che non hanno abitato con me, non hanno sofferto con me e non hanno pianto con me. Sono stata giudicata per aver fatto le mie scelte, per essermene andata via lontano.

Ora, col senno di poi posso dire a tutte quelle che me lo chiedono che è stata la scelta migliore che avessi potuto fare. Perché è vero, da lontano ho sofferto di più, ho pianto di più, ho dovuto combattere di più ma ho anche capito di più. Spesso ragazze, quando ci allontaniamo da una situazione cominciamo a vederla per quella che è…quando ci allontaniamo dalle persone capiamo quello che sono. Vi dirò…ho avuto amiche sulle quali avrei scommesso che ho perso proprio durante questo cammino…ho amiche invece, che durante questo cammino erano con me e mi tenevano per mano a duemila chilometri di distanza. Infine ho conosciuto amiche nuove che non ho mai più dimenticato. La pulizia dentro e fuori di me che c’è stata. È stato il bene più prezioso che è derivato dal mio fallito matrimonio.

Perché li io non ho semplicemente divorziato, io ho pulito tutta quanta la mia anima.

Ma parliamo di questo, parliamo di Dio, perché se nei cinque terrificanti anni del mio matrimonio non ci credevo alla sua esistenza, allontanandomi l’ho sentito con me costantemente. È stato una presenza al mio fianco e più in basso stavo più lo sentivo. Anche quando ho creduto di non farcela, ho creduto di aver fallito come madre e come persona, lui era li per assicurarmi che avrei sorriso ancora.

Dopo circa un anno che ero all’estero il padre dei miei figli ha deciso di non pagare più il mantenimento per loro. Prendere un avvocato non mi è servito a niente in un paese sconosciuto anche perché io non conoscevo le leggi. Ho deciso di cercare quindi un lavoro a tempo pieno e ritornare in Svizzera. A quel punto però lui non voleva firmare i documenti necessari per lasciare uscire i bambini dal suo paese. Senza quei documenti non potevo passare la dogana. Le ho provate tutte. Ho chiamato l’ambasciata Svizzera a Lisbona, ho chiamato il tribunale del mio paese, il mio avvocato in Svizzera la mia avvocatessa in Portogallo insomma, avrò fatto venti telefonate al giorno ma a vuoto, perché nessuno poteva aiutarmi. Quindi ho deciso che sarei passata senza documenti e se mi avessero preso….preferivo non pensarci.

Quando sono partita era mattino presto. Ricordo i piccolini assonati in braccio a me nel taxi. Io che ero terrorizzata da ciò che ci aspettava ma mi fingevo super rilassata e gli cantavo le canzoncine. In aereoporto Dio era con me perché è filato tutto liscio. Nessuno mi ha chiesto i documenti, anzi, sono passata proprio avanti a tutti perché avevo i bambini in braccio.

Dopo due ore e mezza di aereo e infinite sei ore di treno sono arrivata a casa. Ho cominciato subito a lavorare. Ho affittato una casa per me e i bambini e piano piano ho cominciato a cavarmela e ad andare avanti. È stato difficile, a volte straziante ma è andato tutto bene. Il mio ex marito non ha mai più parlato con i bambini, non li ha più voluti vedere e non ha mai più pagato per loro. Io ho combattuto fino ad ottenere il mantenimento.

I miei bambini non hanno mai ricevuto un biglietto per i loro compleanni, una telefonata un piccolo e semplice “ti penso” o “sei nel mio cuore”. I bambini, di ormai 5 e 4 anni hanno dovuto convivere ed accettare il fatto che un genitore, sangue del loro sangue, che li ha visti nascere e li ha presi in braccio quando sono venuti al mondo, li abbia semplicemente dimenticati ed abbandonati. Cosa ne penso? penso sia davvero triste.

Però vi dico che ora hanno un papà che li ama, che non si perde una recita o una partita a calcio. Che li assilla anche troppo a volte, li cresce li sgrida e li educa. Che li accarezza quando fanno un brutto sogno e va in farmacia quando

hanno la febbre.

È chiaro che a volte mi soffermo a pensare alla mia scelta e sono arrivata alla conclusione che è stata la migliore della mia vita. Purtroppo io non so spiegare perché certi uomini non sono fatti per avere figli posso solo dirvi che la fuori ce ne sono altrettanti che invece hanno talmente tanto amore nel cuore che riescono ad amare anche quelli degli altri come fossero i propri.

Mio figlio che stringe mio marito e lo chiama papà, dopo tutta la sofferenza che ho visto nei suoi occhi mi ripaga di tutti i sacrifici, tutte le lacrime e tutte le critiche perché per me al mondo contano solo i miei figli che quest’anno sono

diventati tre!

Infine voglio dirvi che la strada della felicità, quella vera, non è dietro l’angolo e non è mai diritta, che bisogna passare per sentieri difficili da percorrere. A volte si cade a volte ci si fa male ma l’importante è rialzarsi e continuare perché la strada è sì lunga e a volte amara, ma se scegli bene le persone con cui percorrerla può essere anche meravigliosamente magica.

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